Tablet, smartphone, videogiochi, social e ora anche l’intelligenza artificiale: per molti genitori il problema non è se usarli o no, ma come gestirli senza trasformare tutto in un conflitto quotidiano.
In preadolescenza il digitale è anche relazione, appartenenza e confronto, quindi vietare e demonizzare spesso non funziona. Serve un modo per accompagnare i ragazzi a usare questi strumenti con più consapevolezza e autonomia, online e offline.
Negli ultimi anni la tecnologia è entrata sempre di più nella nostra vita, in diverse forme, con diverse funzioni e scopi. Non possiamo più farne a meno! Tablet, smartphone e videogiochi fanno ormai parte anche della quotidianità dei nostri figli, spesso fin dalla scuola primaria: per loro rappresentano luoghi di relazione, confronto e scoperta.
A questo si aggiunge la scuola, che utilizza sempre più risorse digitali: piattaforme online, dispositivi per lo studio, compiti e comunicazioni passano ormai spesso attraverso strumenti tecnologici.
Intelligenza artificiale e compiti: quando l’aiuto diventa delega
Per non parlare dell’intelligenza artificiale! Ormai utilizzata ampiamente dai ragazzi per compiti e richieste scolastiche! Tuttavia, in età evolutiva, l’uso dell’IA richiede particolare attenzione, senza un’adeguata guida, il rischio è quello di una delega eccessiva: “tanto ChatGPT è più veloce, è più accurato!”. Questo può avere un impatto negativo sullo sviluppo del pensiero critico e sulla capacità di elaborazione autonoma.
Preadolescenza e social network: perché like e confronto pesano sul benessere emotivo
E i social network? Sul piano relazionale, la preadolescenza è una fase di profonda vulnerabilità emotiva, in cui il bisogno di appartenenza, riconoscimento e confronto con i pari diventa centrale e la dimensione online è – e sempre più sarà- un’esperienza altamente significativa per la costruzione delle relazioni sociali. Per i ragazzi, i social rappresentano spazi di connessione, espressione e visibilità; allo stesso tempo, però, possono diventare luoghi emotivamente complessi, in cui il valore personale rischia di essere misurato attraverso like, visualizzazioni e commenti. È provato in letteratura come l’esposizione precoce ai social possa amplificare vissuti di confronto sociale, insicurezza e paura di non essere accettati.
Insomma… I social network hanno un ruolo potente e ambivalente: il confine tra online e offline è ancora fragile e le esperienze vissute sui social hanno spesso un impatto diretto sul benessere emotivo e relazionale quotidiano!
Perché vietare non basta, ma anche “lasciar fare” non aiuta
Pensare a un mondo senza dispositivi, ora, pare utopico, pertanto, eliminare o demonizzare questi strumenti sarebbe una perdita!
Inoltre, una strategia esclusivamente restrittiva rischia di non rispondere ai bisogni evolutivi dei ragazzi: il digitale offre opportunità preziose di apprendimento e partecipazione, se utilizzati in modo consapevole, i dispositivi possono sostenere aspetti fondamentali dello sviluppo dei ragazzi. Le applicazioni basate sull’intelligenza artificiale possono supportare l’apprendimento personalizzato, favorire la comprensione dei contenuti e offrire feedback immediati, diventando potenziali alleati nell’acquisizione dell’autonomia nello studio e nella gestione del tempo e delle scelte.
Come aiutare i ragazzi a usare smartphone e social senza conflitti
Di fronte a questo scenario negli adulti emergono domande, dubbi e preoccupazioni: Come accompagnare i ragazzi nell’uso della tecnologia? Quanto tempo è giusto? Come aiutarli a usare la tecnologia senza subirla? Molti genitori si chiedono come trovare il giusto equilibrio tra regole e fiducia, come aiutare i figli a sviluppare senso critico, autocontrollo e responsabilità nell’uso dei dispositivi, senza trasformare il tema in un continuo terreno di scontro.

Il gruppo psico-educativo sulla consapevolezza digitale
È proprio da queste domande che nasce il gruppo psico-educativo sulla consapevolezza nell’utilizzo dei dispositivi digitali, uno spazio pensato per accompagnare ragazzi e ragazze a comprendere il mondo digitale in cui vivono, imparando a usare la tecnologia in modo più equilibrato, sicuro e responsabile. Un luogo in cui i preadolescenti possono riflettere sul proprio rapporto con la tecnologia, confrontarsi con i pari e acquisire strumenti utili per crescere in modo più equilibrato, online e offline.
Per molti ragazzi la tecnologia è un luogo di relazione e di identità, non solo uno strumento. Per questo la domanda non è “quanto schermo”, ma “che tipo di uso” e con quali competenze. Il gruppo psico-educativo sulla consapevolezza digitale nasce per offrire ai preadolescenti uno spazio di confronto e strumenti concreti per scegliere con più equilibrio, sicurezza e responsabilità.
Abbiamo progettato un percorso per aiutare ragazzi e ragazze a usare la tecnologia in modo più consapevole, senza delegare e senza conflitti.
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